Alleanza Nazionale

Federazione di Firenze

C.S.P.O. / I.S.P.O. : UN POZZO SENZA FINE?

By Chiara Moretti at 1:23 am on Sabato, Febbraio 21, 2009

Le notizie in ordine alla mancanza di 9,2 milioni di euro atti a far quadrare i bilanci dell’ I.S.P.O per il 2009 sono di estrema gravità.
L’ I.S.P.O, nato sulle ceneri del C.S.P.O, liquidato dalla Regione per i gravissimi buchi di bilancio accumulatisi negli anni, appare, da un rapporto della Direttrice Generale, Elena Lacquaniti, “impoverito di professionalità”, continua ad effettuare operazioni ad utile zero (se non addirittura in rimessa), sta per dismettere l’attività delle due unità mobili per la mammografia ed è, a tutt’oggi, allocato in ben quattro sedi diverse, di cui tre in affitto per un costo di 1,4 milioni di euro l’anno.
Il trasferimento dell’intera struttura nell’ex ospedale di Camerata è ormai tramontato, dopo la rivolta dei cittadini di Fiesole e la retromarcia dell’ASL 10, nella persona dell’ing. Luigi Marroni, e dello stesso Assessore Regionale alla Sanità, Enrico Rossi.
Eppure il futuro dell’Istituto doveva essere sostanzialmente “in piana”. Almeno stando a quanto reiteratamente acclarato proprio dall’ing. Marroni, non tanto nella sua veste di Direttore Generale dell’ASL – peraltro recentemente riconfermato con mandato ulteriormente prorogato di ben 5 anni – quanto in quella di Commissario Straordinario dell’ormai sciolto C.S.P.O.
E le affermazioni della neo Direttrice che sanciscono il fallimento del piano Marroni “…non più attuabile ne appropriato essendo basato su un diverso posizionamento dell’Istituto che era direzionato in parte ad una sorta di liquidazione del centro e corrispondentemente ad una fusione con l’ASL di Firenze……il che avrebbe dovuto portare ad una ipotizzata riduzione dei costi e ad economie di scala non più realizzabili” sono un grave campanello d’allarme anche ai fini del raggiungimento dell’obiettivo del riconoscimento, per l’ I.S.P.O, di I.R.R.C.S. (Istituto regionale di Ricovero e Ricerca a Carattere Scientifico), minandone quantomeno la credibilità.
Dionanzi a questo quadro, estremamente preoccupante, provvederemo ad inoltrare uno specifico atto ispettivo di merito per ottenere dalla Giunta Regionale chiarezza sulla reale situazione nel suo complesso riservandoci, se del caso, di richiedere l’audizione dell’Assessore competente.  
 

Marco Cellai                         Anna Maria Celesti

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DICHIARAZIONE STAMPA DEL CONSIGLIERE REGIONALE AN-PDL MARCO CELLAI

By Chiara Moretti at 5:52 pm on Domenica, Novembre 23, 2008

E’ vero. Ogni giorno ha la sua pena. Il che pare valere, in particolare, per i vertici della Regione Toscana.  Così se due giorni fa il Vicepresidente Gelli aveva parlato di “una pausa di riflessione precauzionale – nel rapporto Regione/Castello - preannunciando la “valutazione del nuovo scenario nella Giunta di lunedì”, ieri il Presidente Martini ha affermato l’esatto contrario: “ la Regione non ferma le procedure in corso, ma le porta avanti con attenzione e scrupolo”. 

Ma il Presidente ed il suo Vice si parlano? Si consultano? O dobbiamo pensare che chi prima si alza prima esterna? O che un filo diretto Domenici – Martini abbia portato il Presidente della Giunta a smentire il suo Vice pur di non recare ulteriori dispiaceri e grattacapi al sindaco uscente di Firenze?

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SOCIETÀ DELLA SALUTE, MARCO CELLAI (AN-PDL): «OGGETTO MISTERIOSO PER LA GENTE NON SI SENTIVA IL BISOGNO CHE FOSSERO ISTITUZIONALIZZATE»

By Chiara Moretti at 5:18 am on Giovedì, Novembre 6, 2008

Intervento in aula del Vicepresidente di An-Pdl Marco Cellai:
 «Dell’istituzionalizzazione delle Società della Salute, francamente non si sentiva proprio il bisogno. Questo giudizio netto e severo lo esprimemmo il 18 luglio 2007 a seguito dell’annuncio dell’assessore Rossi in IV Commissione sulle Sds intese come “elemento di articolazione sul territorio” e “come risposta sul ruolo che devono svolgere i Comuni e la società civile” in ordine al sociosanitario». «Con questo strumento si ha un riaffacciarsi dei Comuni nel settore sanitario, dopo i passaggi Usl-Ausl e via dicendo: un passo avanti, o una capriola all’indietro? Non appare un fuor d’opera ricordare che, in merito, l’assessore Salvadori nel marzo del 2007 aveva ammonito sul fatto che “le Sds non devono diventare un carrozzone, ma rispondere alle esigenze dei cittadini”, mentre il segretario regionale dei Comunisti Italiani aveva lanciato l’accusa di “pura demagogia” in ordine all’annuncio del “taglio di enti regionali” mentre contemporaneamente “si consente la nascita di 34 nuove Sds il cui costo di gestione è quantificabile in oltre 30 milioni di euro; siamo a fronte, ad oggi, a costi per  milioni di euro per la sola contrazione dell’impalcatura dei 18 consorzi costituiti”».
«In tutto questo, le Sds sono un po’ un oggetto misterioso non solo per i cittadini delle aree in cui non vi è stata sperimentazione, ma anche per quelli delle zone direttamente interessate da quasi 4 anni della medesima. Né si è visto o si vede quale vantaggio vi sia stato o possa esserci per i cittadini in futuro, con le Sds, in termini di risposta ai loro bisogni di salute. Così come, quanto ai percorsi sulla definizione del Piano Integrato di Salute e del Profilo di Salute, sarebbe fin troppo facile scoprire che sono stati sostanzialmente gli stessi sia per gli enti che non hanno fatto il percorso della sperimentazione che per quelli che lo hanno fatto». «Nel febbraio scorso, l’informativa preliminare dell’assessore si era sostanzialmente basata sulla riproposizione di quanto preannunciato a luglio. Con una pervicacia degna di miglior causa, la maggioranza in detta occasione provvedeva a respingere le due mozioni presentate dal centrodestra e il cui succo era di “considerare definitivamente chiusa la sperimentazione delle Sds” ed il ripristino delle “34 zone socio sanitarie quali riferimenti territoriali”. A quella data, peraltro, si parlava per la costituzione e la sperimentazione delle Sds di un investimento di 7,5 milioni di euro. E tuttavia un attento cronista della macchina regionale registrava sulla stampa che “in effetti, tranne gli addetti ai lavori, quasi nessuno le conosce. E quasi nessuno sa che dietro ai presidi sanitari dove si visita e si cura si paleseranno queste macchine complesse, e fino ad ora seminascoste, che determineranno finanziamenti e scelte capaci di riverberarsi sulla pelle di chi si ammala”. Allora si puntava alle “Comunità per la Salute”. Poi ci si è rinunciato, chissà perché… Allora il collega Ciabatti, sul Manifesto del 23 febbraio scorso, scriveva che andava “superato uno degli elementi di maggiore criticità presenti, dato dalla percezione complessiva da parte dei cittadini che nessun cambiamento concreto è avvenuto sul territorio rispetto al soddisfacimento dei propri bisogni di salute” e che vi era la “necessità di risolvere in modo chiaro il rischio di una separazione tra assistenza ospedaliera e territoriale”. Preoccupazione che veniva sottolineata dallo stesso assessore Rossi – assieme a quella che “il sistema dei servizi sanitari deve essere uguale in tutta la Toscana” – in un’intervista del 14 febbraio scorso. Preoccupazioni che la Pdl 271 oggi in discussione non supera certamente».«Basata, si dice, sui risultati delle sperimentazioni, non se ne capisce la logica conseguenziale giacché la maggior parte delle stesse non è stata in grado di garantire ai malati la certezza della continuità assistenziale tra territorio ed ospedale, dopo le dimissioni ospedaliere, e di fornire risposte adeguate rispetto alla non autosufficienza, alla disabilità, al disagio mentale ed alla tossicodipendenza. Significative al proposito alcune criticità evidenziate dalla Consulta regionale per il processo di sperimentazione della Sds: “il monitoraggio è risultato incentrato prevalentemente sulla definizione delle fasi e degli atti relativi agli adempimenti istituzionali ed organizzativi piuttosto che sulla verifica degli esiti circa il cambiamento dei servizi e la percezione di tali cambiamenti da parte dei cittadini”, “non è stato possibile rilevare gli esiti dei Piani Integrati di Salute e l’efficacia delle azioni programmate”». «Sds, dunque, come “forme di coordinamento e di potenziamento dei servizi” (come dichiarato dall’assessore Rossi), o sovrastrutture organizzative e funzionali rispetto alla zona distretto? Il Presidente Martini ha parlato in proposito di “un processo di sviluppo e arricchimento della democrazia e della partecipazione, un’esperienza che ha cercato di motivare il territorio, affidandogli un ruolo sostanziale per la lettura del bisogno di salute”. Peccato che il “nodo” o lo “snodo” territorio sia proprio quello che ha funzionato peggio, o non ha funzionato affatto, e a cui è peraltro destinato il 52-53 % delle risorse».

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DEL VICEPRESIDENTE DI AN VERSO IL PDL IN CONSIGLIO REGIONALE MARCO CELLAI: “SULL’ECONOMIA LA REGIONE È INCAPACE DI DECIDERE”

By Chiara Moretti at 5:16 am on Giovedì, Novembre 6, 2008

L’odierno incontro con le rappresentanza categoriali e sindacali delle province di Firenze e Prato ha confermato il quadro che è andato emergendo nel corso del tour di ascolto del Pdl nel territorio toscano in vista del Consiglio regionale straordinario sull’economia. Un quadro che delinea un’economia toscana in ulteriore crescente difficoltà a fronte della stagnazione in atto e dei meccanismi recessivi accelerati dalla crisi finanziaria. Le sottolineature emerse dalla quasi totalità degli interventi rappresentano un indiscusso atto di accusa nei confronti della Regione: l’incapacità ad effettuare scelte forti e decise sul versante infrastrutturale, il ritardo di anni luce sui servizi pubblici locali, la mancanza di politiche per l’energia e la cultura, l’assenza d’iniziative e capacità promozionali alle “destinazioni toscane” nel campo del turismo, la mancata revisione della pressione fiscale esercitata con l’Irap, le carenze nel sostegno all’internazionalizzazione delle imprese, in particolare piccole e medie, sono alcune sfaccettature dell’incontro. E accanto ad esse, la preoccupazione e la denuncia della restrizione del credito che va profilandosi, assieme all’aumento dei tassi d’interesse già in atto, che vanno a colpire le Pmi e, conseguenzialmente, l’occupazione e le famiglie, in un contesto reso ancor più delicato dalla situazione della Cig straordinaria in delega. Dinanzi alla oggettività gravità delle denunce in merito, le risposte ad oggi fornite dalla Giunta regionale appaiono deboli o, addirittura, inconsistenti. A partire dai dieci milioni dieci stanziati per far crescere i fondi di garanzia per le imprese per l’accesso al credito a tassi favorevoli la cui modestia sembra sintonizzarsi con le recenti dichiarazioni del capogruppo Pd in Consiglio regionale che, per affrontare e risolvere il problema, non ha trovato meglio che dichiarare  “Che incomincino a mettere risorse gli operatori privati, le banche…perché i soldi non li mettono gli operatori che fanno parte del Popolo delle Libertà?” Dichiarazioni dietro le quali c’è tutto il fallimento politico di un qualsivoglia disegno di politica economica. E meno male che, appena un anno fa, per il Presidente Martini “Questi dovevano essere gli anni del dinamismo e non dell’incertezza”.   

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ODG SULL’ISTITUZIONALIZZAZIONE DELLE SDS, CELLAI (AN-PDL): «VISTI GLI ESITI DELLA SPERIMENTAZIONE SAREBBE LOGICO NON PROCEDERE»

By Chiara Moretti at 5:13 am on Giovedì, Novembre 6, 2008

Sintesi dell’intervento in aula del Vicepresidente di An-Pdl Marco Cellai

 

«L’assessore Rossi si è richiamato alla nascita delle Sds ricordandoci che non si andava ad inventare nulla ma ci si riferiva a un processo iniziato nel 2002. Beh: errare è umano, ma perseverare come in questo caso diventa diabolico. Dunque le nostre valutazioni assolutamente non positive rispetto alle modifiche alla legge regionale 40 del 2005 incentrate sulla istituzionalizzazione delle Sds trovavano oggettivo riscontro nei risultati di quella sperimentazione così come espressi dalla Consulta regionale. Con molta onestà intellettuale questo odg riporta passaggi formali di quel documento, senza inventare nulla ad uso e consumo di tesi specifiche, che dovevano essere basilari».  «Se le parole hanno un senso sperimentare significa tentare. Ma sulla base dell’esperimento Sds la consequenzialità logica avrebbe dovuto consistere nella presa d’atto di motivi di supporto alla scelta derivata dal cammino della sperimentazione stessa. Le motivazioni dunque di questo Odg, che richiama a simile presa d’atto e quindi all’opportunità di non procedere alla non istituzionalizzazione di questa struttura per ripristinare le 34 zone sociosanitarie, sono basate sulla logica, contro una scelta che pare avere più che altro carattere ‘ideologico’ e di cui molti anche in maggioranza farebbero a meno. L’Odg dovrebbe essere accolto, dunque, in primis come atto di buon senso».

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“FIRENZE 2009: IDEE PER IL CAMBIAMENTO”

By Chiara Moretti at 3:57 pm on Venerdì, Giugno 13, 2008

L’evento si svolgerà alla presenza del Sen. Achiille TOTARO, GIOVEDI’ 19 GIUGNO alle ore 21.00 presso il GRAND HOTEL MEDITERRANEO, in Lungarno del Tempio 44.  E’ un appuntamento importante, un incontro propositivo per confrontarsi al fine di cambiare Firenze e la sua Provincia in vista delle elezioni amministrative del 2009.

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NIENTE RIABILITAZIONE VASCOLARE ALL’EX-IOT, BIANCONI ( AN ) A MARTINI: «LA REGIONE RIPRISTINI SUBITO IL SERVIZIO E ACCERTI LE RESPONSABILITÀ» INTERROGAZIONE URGENTE DEL CAPOGRUPPO DI AN A MARTINI

By Chiara Moretti at 8:00 pm on Martedì, Ottobre 30, 2007

 Punto primo: riattivare il servizio di riabilitazione vascolare all’ex-Iot di Firenze. Punto secondo: accertare di chi sono le responsabilità per l’interruzione del servizio medesimo. E’ su questo doppio fronte che il Presidente di Alleanza Nazionale in Regione Toscana Maurizio Bianconi domanda alla Regione Toscana di intervenire sulla situazione generatasi all’ospedale fiorentino Piero Palagi, l’ex-Iot. La richiesta è avanzata attraverso una interrogazione urgente presentata oggi al governatore toscano Martini. «Presso l’Ospedale Piero Palagi (ex Iot) di Firenze – espone Bianconi nel suo documento – si effettuava la riabilitazione vascolare. Si tratta di una terapia di contenimento per i soggetti affetti da gravi deficit cardiovascolari ed artereopatie degli arti inferiori, non sottoponibili ad intervento chirurgico. Il servizio di riabilitazione vascolare è stato sospeso da quando, nella scorsa primavera, è andato in pensione il primario». (Read on …)

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BORGO S. LORENZO, PENURIA DI PAZIENTI A VILLA FALCUCCI; CELLAI (AN): «LA REGIONE GARANTISCA L’UTILIZZO O LA RICONVERSIONE DELLA STRUTTURA»

By Chiara Moretti at 9:02 pm on Martedì, Settembre 18, 2007

L’ospedale c’è. Gli infermieri pure. Mancano i pazienti. Caso più unico che raro, quello che si verifica a Borgo San Lorenzo, nella clinica psichiatrica di Villa Falcucci. Sulla vicenda, il Consigliere regionale di Alleanza Nazionale Marco Cellai (componente della Commissione IV – Sanità) ha presentato oggi una interrogazione urgente al governatore toscano Martini per chiedere che la Regione garantisca un utilizzo a pieno regime della struttura oppure la sua riconversione. «Da notizie apparse sulla stampa – scrive Cellai nel suo atto – si apprende che, se da molto tempo ormai la struttura di Villa Falcucci a Borgo San Lorenzo (struttura psichiatrica del Mugello dove operano 10 unità di personale fra infermieri professionali ed operatori sanitari) appare largamente sottoutilizzata, tanto che nella stessa tra luglio e agosto 2007 non sono stati ospitati pazienti. Attualmente, un solo paziente fruisce della struttura, pur con un presunto aumento in Mugello di casi di disagio psichico. Anche il centro diurno è aperto solo un giorno alla settimana, e la struttura chiude il sabato pomeriggio per riaprire il lunedì successivo». A fronte di tutto ciò: «Il costo della struttura, solo per il personale, ammonterebbe ad oltre 500.000 euro annui, e da tempo alla Asl si starebbe discutendo di una conversione della struttura in centro oncologico o riabilitativo». «Detta situazione – considera ancora Cellai – ove confermata sarebbe un assurdo paradosso rispetto alla politica della Regione Toscana in ordine alla conclamata riduzione delle spese ed alla cronica carenza di strutture sanitarie». Per questo l’esponente di An chiede ora alla giunta «se e come intenda intervenire presso la Asl al fine di determinare un utilizzo effettivo della struttura o una sua riconversione in altre attività sanitarie».   

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CENTRO LIPIDIMIE CAREGGI, CELLAI (AN) ALLA GIUNTA: «OTTO MESI DI ATTESA E NIENTE ACCESSO TRAMITE CUP. ECCO LA SANITÀ IRRAGGIUNGIBILE»

By Chiara Moretti at 8:56 pm on Martedì, Settembre 18, 2007

«Per prenotare un appuntamento al Centro Lipidiemie di Careggi occorrono otto mesi di attesa e non si può nemmeno far riferimento al Cup. Per i toscani la sanità è diventata irraggiungibile, oppure lo sono semplicemente i traguardi che si è dato l’assessore Rossi». E’ quanto denuncia tramite interrogazione il Consigliere regionale di Alleanza Nazionale Marco Cellai (membro della IV Commissione – Sanità) in merito alle notizie stampa odierne sui tempi di attesa presso il Centro Lipidimie di Careggi, a Firenze.
«Oltre ai tempi spropositati per attivare un appuntamento – dice il consigliere di An – che non possono essere abbreviati nemmeno in casi di specifica urgenza, desta sorpresa il fatto che non sia possibile accedere alle prenotazioni sanitarie dal Cup metropolitano».
«Proprio quando la giunta regionale – prosegue Cellai –  ribadisce il proprio impegno nella riduzione delle liste di attesa, la notizia in oggetto contraddice, ancora una volta, proclami e propositi».
Nell’interrogazione, Cellai chiede innanzitutto  un intervento d’urgenza per risolvere la situazione denunciata e eventuali analoghe difficoltà registrate dall’utenza sanitaria. In secondo luogo, «se e come si intenda procedere per mettere il Cup metropolitano nelle condizioni di assolvere al meglio, e comunque meglio di adesso, il suo compito, anche in rapporto a Centri o Reparti ad oggi non direttamente collegati allo stesso»

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NUOVO MEYER DI FIRENZE, CELLAI (AN) ALLA GIUNTA: «FIORE ALL’OCCHIELLO DELLA SANITÀ TOSCANA? AGLI OCCHI DEI BIMBI PARE UN BUNKER»

By Chiara Moretti at 8:54 pm on Martedì, Settembre 18, 2007

«Il fiore all’occhiello della sanità toscana? Stando a quanto rilevato sia dagli utenti, sia dal personale medico e infermieristico, agli occhi dei bimbi appare come un bunker». Lo dichiara il Consigliere regionale di Alleanza Nazionale Marco Cellai (membro della IV Commissione – Sanità) presentando un’interrogazione in merito alle condizioni negative del Nuovo Ospedale Meyer di Firenze denunciate dai genitori di alcuni ricoverati sulla stampa odierna.
«In particolare – spiega l’esponente di An – la denuncia delle madri dei piccoli pazienti, che sarebbe, peraltro, largamente condivisa dal personale medico e paramedico, riguarderebbe l’assenza di finestre negli ambulatori utilizzati dai medici in libera professione. Una situazione – prosegue Cellai – che comporta la mancanza di ingressi d’aria, di vetri all’esterno e, soprattutto, di luce naturale diretta, sì che gli ambienti interessati sono illuminati esclusivamente dalla luce artificiale. Inoltre – continua – la colorazione grigia delle pareti non provvede certo a rassicurare i piccoli pazienti e, anzi, accoppiata alla mancanza di finestre, rischia di rattristarli ed impaurirli».
La realizzazione del Nuovo Ospedale Meyer dovrebbe testimoniare l’eccellenza della sanità toscana anche per l’ingente cifra, si parla di circa 70 milioni di euro, investita nell’operazione. Il consigliere chiede  quindi alla Giunta regionale di verificare se le notizie diffuse rispondano a verità e, in caso positivo, «se e come si intenda porvi rimedio prima che la struttura sia ultimata e i reparti, gli ambulatori, gli uffici definitivamente posti a regime». Infine,  «quali iniziative si intendano intraprendere per ovviare alle legittime preoccupazioni delle famiglie e alle naturali attese dei piccoli».

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