MOBILITÀ A FIRENZE
ORIGINE DELL’ATTUALE ASSETTO VIARIO
Nel 1864 Giuseppe Poggi ricevette il prestigioso incarico di studiare il nuovo assetto urbanistico di Firenze: una volta abbattute le mura della parte nord realizzò i viali di Circonvallazione.
Firenze, allora capitale d’Italia, aveva l’ambizione di adeguarsi, esteticamente e funzionalmente alle grandi capitale europee.
L’ispirazione per i Viali di circonvallazione di Firenze fu presa a piene mani dalla realizzazione dei Boulevard di Parigi, con l’aggiunta di piazze scenografiche come Piazza della Libertà o Piazza Beccarla circondate da edifici raccordati stilisticamente sui lati a circondare le antiche porte trecentesche.
La loro principale funzione fu quella di saldare il tessuto urbano del centro con i nuovi quartieri periferici.
I VIALI OGGI
Tutte le altre principali città italiane ed europee nel frattempo con il crescere dell’urbanizzazione e della pressione del traffico si sono dotate di anelli di circonvallazione esterni alla città , attraverso grandi raccordi anulari o sistemi di tangenziali o sistemi misti tra raccordi anulari e tangenziali esterne.
Purtroppo Firenze, un po’ per la sua posizione geografica detta “a farfalla� (stretta a nord e sud dalle colline), ma soprattutto per l’inadeguatezza delle amministrazioni politiche negli ultimi decenni, è rimasta ferma come struttura viaria al “Piano Poggi� del 1864.
Oggi per attraversare la città da est a ovest sono possibili solo due alternative: o l’autostrada A1 o i viali chiamati di circonvallazione ma in realtà ormai interni alla città .
Entrambe le soluzioni sono inadeguate e la conseguenza è sotto gli occhi di tutti: una città sempre bloccata dalla morsa del traffico e la principale autostrada di collegamento tra il nord e il sud Italia perennemente intasata nei dintorni di Firenze.
LA SOLUZIONE DEL CENTROSINISTRA: LA TRAMVIA
Per i nostri amministratori la panacea di quasi centocinquanta anni di inadeguatezze urbanistiche è una sola e purtroppo sotto gli occhi di tutti: la tramvia.
La sinistra al governo di Firenze, ininterrottamente da ormai quasi vent’anni, ritiene che sia sufficiente la soprannominata “cura del ferro� per permettere ai nostri cittadini di lasciare a casa l’automobile.
Questa soluzione, secondo Alleanza Nazionale, porta con sé limiti strategici oltre che di capacità realizzativa.
PRINCIPALE LIMITE STRATEGICO DELLA SCELTA TRAMVIARIA: L’INUTILITÀ.
MANCATA ASSIALITÀ
La nostra città non è una città organizzata per rioni e quartieri indipendenti. Poche persone hanno la fortuna di abitare, vivere e lavorare nel raggio di poche centinaia di metri. Quasi nessuno, a differenza di altre grandi capitali, vive il tessuto urbano limitatamente ad una sola zona. I cittadini fiorentini sono continuamente costretti ad attraversare la città in maniera assiale da est a ovest, da Viale Europa a Novoli, dallo Stadio a Careggi anche più volte in una giornata (l’abitazione, il lavoro, la scuola, gli amici, l’ospedale, il tribunale, la piscina per i bambini, la partita della Fiorentina, l’Università …).
Senza contare tutte le persone che gravitano su Firenze durante la giornata, ma che risiedono fuori città per gli insopportabili prezzi immobiliari fiorentini. Ormai il 98 % delle nuove giovani residenze dei fiorentini viene stabilito fuori comune o provincia (Dati forniti da uno studio presentato in data 12 novembre 20707 in commissione urbanistica al comune di Firenze).
Questo sistema tranviario pensato dal centrosinistra ha come principale difetto quello di non attraversare la città da est a ovest. Anche quando venissero realizzate le attuali tre linee tramviarie, tutta la zona a sud e ad est della città non potrebbe usufruire della “cura del ferro�.
La tramvia anche nelle migliori ipotesi collegherebbe da Scandicci e dall’Aeroporto fino alla Stazione poi verso Careggi e Piazza Libertà .
Completamente fuori dal circuito tranviario resterebbero i quartieri 2 e 3 (Gavinana, Galluzzo, Viale Europa, Stadio, Coverciano, Rovezzano…).
Con la conseguenza che quando migliaia di cittadini che risiedono in questi quartieri dovranno attraversare più volte nella propria giornata la città per recarsi nelle altre zone, non potendo usufruire della tramvia, saranno comunque costretti ad usare il proprio mezzo, così come coloro che risiedono a nord e ad ovest della città e dovranno recarsi ad est o a sud.
Anche per questo la tramvia non risolverà il problema del traffico a Firenze.
MANCATA RAMIFICAZIONE TERRITORIALE.
Il sistema tranviario pensato dalla sinistra non servirà capillarmente il territorio come dovrebbe fare puntualmente l’attuale sistema di autobus su gomma gestito da Ataf.
Si tratterà di una linea retta, senza alcuna ramificazione nei quartieri popolosi, senza quindi offrire la possibilità a chi deve recarsi a lavoro o a fare la spesa o ad accompagnare i figli in palestra di rinunciare alla macchina.
Senza contare la mancanza di fermate cruciali (ricordiamo la polemica per la fermata all’ospedale “Torregalli�), confermando la sensazione diffusa di un tragitto pensato più per i costruttori che per i cittadini.
La sinistra al governo di Firenze continua a sbandierare un teorico servizio integrato di gomma e ferro, senza però aver ancora realizzato e mostrato un piano di realizzazione di questo nuovo sistema integrato.
Visto l’attuale funzionamento di ATAF, Alleanza Nazionale condivide il timore che si tratti di ulteriore caos, sprechi, ritardi e malfunzionamenti.
Anche per questi motivi la tramvia non risolverà il problema del traffico a Firenze.
IL DOSSIER ATAF TENUTO “NASCOSTO� E LA RIDUZIONE DEL 4%.
Soltanto nel gennaio 2007 ATAF, di propria spontanea iniziativa, ha realizzato l’unico studio sul sistema tranviario fiorentino e la nuova rete di trasporto pubblico su gomma, con tanto di analisi tecnico-economica che risulti agli atti.
L’amministrazione, non soltanto ha ipotizzato un progetto di dimensioni faraoniche come la tramvia senza basarsi su uno studio di fattibilità sulle conseguenze dell’opera sulla modalità , ma quando è venuta in possesso dello studio realizzato da ATAF, si è ben guardata dal pubblicizzarlo visti i contenuti dell’analisi stessa.
Soltanto grazie all’impegno dei nostri rappresentanti nelle istituzioni l’amministrazione nel maggio 2007 si è dovuta confrontare pubblicamente con i risultati di questo studio.
Lo studio di ATAF evidenzia alcuni aspetti emblematici:
- Anche a pieno regime, nel migliore delle ipotesi, il sistema tranviario porterà ad una riduzione del traffico privato soltanto pari al 4%
- Questo risultato del 4% è ottenibile solamente se nelle zone direttamente servite dalla tramvia (come abbiamo visto oltretutto pochissime) un cittadino su due lascerà a casa la macchina (ipotesi a nostro parere irrealizzabile vista la mancanza di “assialità � e di ramificazione del progetto).
- Questo risultato del 4% è ottenibile soltanto se il progetto tramviario è affiancato da politiche di restrizione dell’uso del mezzo privato (tariffazione e controllo della sosta).
In pratica come conseguenza della tramvia aumenteranno ancora i costi dei parcheggi. Con tanto piacere per “Firenze parcheggi�.
Anche ATAF quindi conferma le preoccupazioni di Alleanza Nazionale: anche nel migliore dei casi la tramvia non risolverà il problema del traffico fiorentino.
IL PEGGIOR LIMITE DELLA TRAMVIA A FIRENZE: L’INCAPACITA’ DI CHI LA REALIZZA.
I peggiori nemici della tramvia a Firenze sono paradossalmente proprio gli amministratori di sinistra che tanto hanno voluto questa scelta: con la loro incapacità , i loro sprechi, i loro ritardi, la loro arroganza hanno ulteriormente peggiorato il progetto rendendolo insostenibile per la città .
Cantieri abbandonati, progetti sbagliati o approssimativi, percorsi modificati decine di volte, ritardi, consulenze strapagate, informazioni sbagliate e pubblicità ingannevoli continuano a rendere il progetto ancora più ostico.
L’ INSOSTENIBILITÀ DELLA TRAMVIA PER LA VIVIBILITÀ SOCIALE E PER IL PATRIMONIO ARTISTICO, CULTURALE E PASEAGGISTICO.
Le linee due e tre della tramvia attraversano varie tipologie di insediamento urbano anche profondamente diverse l’una da l’altra. In moltissimi casi comunque la tramvia, essendo una barriera che limita la permeabilità di strade e rioni, rischia di creare una degenerazione della vivibilità cittadina.
A Rifredi, per esempio, non sarà facile per gli anziani attraversare continuamente la strada per fare la spesa negli esercizi di vicinato.
A Novoli accanto al nuovo parco passerà un viadotto che porterà il treno anche 10 metri sopraelevato con pilastri in cemento armato e linea paesaggistica completamente trasformata. Si creeranno zone buie e anfratti che renderanno la zona ancora più incline a degrado e prostituzione.
In Viale Morgagni, i secolari alberi in ricordo dei caduti della prima guerra mondiale stanno già cadendo sotto l’ascia dell’amministrazione per la realizzazione dei sottoservizi.
In Piazza Duomo accanto alla meravigliosa Porta del Paradiso, sorgeranno antiestetici pali per sostenere i cavi della tramvia.
In tutte le strade interessate dal passaggio della tramvia, viste le scarse dimensioni a disposizione della sede stradale, verranno ridotti i marciapiedi e le corsie a disposizione del traffico privato (se diminuirà lo spazio e non le macchine in circolazione, di fatto aumenterà il tempo di percorrenza e quindi il traffico e lo smog).
Le appena rifatte Piazze Leopoldo e Viesseux dovranno essere smantellate (con buona pace dei soldi dei contribuenti), come le rotatorie e le aiuole spartitraffico di Novoli.
Lo stesso mezzo scelto di dimensioni è inadeguato alla delicatezza urbanistica di moltissime zone della nostra città che verranno attraversate.
LE PROPOSTE DI ALLEANZA NAZIONALE:
Premesso che se Alleanza Nazionale fosse stata al governo di questa città non avrebbe scelto la tramvia come mezzo di trasporto pubblico urbano, che se siamo in questa situazione le responsabilità sono da imputare a tutto il centro sinistra dai moderati di centrosinistra alle opposizioni di sinistra di Rifondazione, passando per tutto il Partito Democratico e per i Verdi che nei documenti ufficiali in Comune hanno sempre votato compatti a favore della scelta tranviaria.
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ALLEANZA NAZIONALE IN MANIERA UNANIME:
o         critica ufficialmente il progetto della tramvia sia come scelta infrastrutturale a Firenze che per le modalità di realizzazione.
o         Chiede la moratoria delle linee 2 e 3 della tramvia
o         Sostiene tutte le proteste dei comitati spontanei, nel rispetto dell’autonomia decisionale e operativa dei comitati stessi, stigmatizzando con la stessa intensità , qualsiasi tentativo di strumentalizzazione a fini politico-elettorali eventualmente portato avanti da partiti, singoli rappresentati istituzionali e liste civiche mal celate dietro sedicenti coordinamenti di comitati cittadini.
o         Promuove una campagna di informazione sulle responsabilità politiche dei partiti che hanno voluto la tramvia a Firenze
o         Monitorizza l’andamento dei lavori della linea 1 della tramvia, senza creare false aspettative nei cittadini, concentrando la propria attenzione su tempi e costi per la realizzazione della medesima.
o         Promuove un tavolo di tecnici con il compito di verificare la progettazione delle Linee 2 e 3, compreso la legittimità degli atti approvati e in via di approvazione, considerando l’ipotesi, qualora emergessero eventuali dubbi di illegittimità , di impugnare gli atti.
o         Chiede, ai propri rappresentanti alla Camera ed al Senato, di attivare il controllo di impatto ambientale da parte dell’osservatorio ambientale nazionale.
o         Continua negli organi di rappresentanza elettiva cittadina, provinciale, regionale e nazionale a presentare atti di indagine e di indirizzo in coerenza con il presente documento.
Alleanza Nazionale in vista delle prossime elezioni amministrative del 2009 si impegna a sostenere nel proprio programma elettorale e a pretendere che venga sostenuto in quello di una eventuale coalizione più ampia, quanto scritto nel presente documento.
Si impegna inoltre a elaborare proposte di valide soluzioni alternative all’attuale sistema di mobilità nella cerchia esterna a Firenze (per esempio una bretella Incisa-Barberino, che stralci il traffico autostradale dell’A1).
Inoltre vincola il proprio eventuale appoggio al candidato a Sindaco all’impegno in caso di vittoria ad una immediata sospensione dei lavori per linee 2 e 3 della tramvia.Â