NIENTE RIABILITAZIONE VASCOLARE ALL’EX-IOT, BIANCONI ( AN ) A MARTINI: «LA REGIONE RIPRISTINI SUBITO IL SERVIZIO E ACCERTI LE RESPONSABILITÀ» INTERROGAZIONE URGENTE DEL CAPOGRUPPO DI AN A MARTINI
Punto primo: riattivare il servizio di riabilitazione vascolare all’ex-Iot di Firenze. Punto secondo: accertare di chi sono le responsabilità per l’interruzione del servizio medesimo. E’ su questo doppio fronte che il Presidente di Alleanza Nazionale in Regione Toscana Maurizio Bianconi domanda alla Regione Toscana di intervenire sulla situazione generatasi all’ospedale fiorentino Piero Palagi, l’ex-Iot. La richiesta è avanzata attraverso una interrogazione urgente presentata oggi al governatore toscano Martini. «Presso l’Ospedale Piero Palagi (ex Iot) di Firenze – espone Bianconi nel suo documento – si effettuava la riabilitazione vascolare. Si tratta di una terapia di contenimento per i soggetti affetti da gravi deficit cardiovascolari ed artereopatie degli arti inferiori, non sottoponibili ad intervento chirurgico. Il servizio di riabilitazione vascolare è stato sospeso da quando, nella scorsa primavera, è andato in pensione il primario». Sono passati i mesi, e ancora la situazione è in fase di stallo: «La sospensione del servizio è stata giustificata prima dal fatto che non si trovava un sostituto per il posto di primario, poi dalla mancanza di fondi». Fatto sta che: «L’interruzione del servizio – spiega Bianconi – ha visto l’allungarsi delle liste di attesa, con i pazienti che dovevano sottoporsi alla riabilitazione una o due volte l’anno esposti a gravi rischi in quanto possono vedere i loro arti degenerare fino alla cancrena e, di conseguenza, all’amputazione». Un servizio non secondario, insomma, quello che oggi manca al Palagi. Per questo ora il capogruppo di An chiede alla Regione innanzitutto «provvedimenti urgenti e immediati al fine di ristabilire il servizio di riabilitazione vascolare a tutela reale della salute dei cittadini», e poi anche «provvedimenti urgenti al fine di stabilire le responsabilità per la sospensione del servizio e la mancata sostituzione del primario, fatti che fanno perdere di credibilità e funzionalità al sistema sanitario regionale e che mettono in serio rischio la vita delle persone».


